giovedì 30 novembre 2017

Siate grandi

Da una mail di stamattina è emerso un fatto inquietante. Sono in molti ad avere ancora problemi ad associare la crescita interiore ad un aumento del proprio potere e della capacità di risolvere problemi. Moltissimi ancora fanno fatica a capire che una 'spiritualità' che non ti dia un maggior potere sulla vita non è che un sogno fragile destinato per lo più a consolare animi inquieti (come era solito ripetere anche Sri Aurobindo). Se nel vostro percorso verso quel qualcosa che cercate non è arrivato contemporaneamente anche un miglioramento delle vostre condizioni di vita ed una acquisizione di nuove capacità, forse c'è qualcosa da rivedere. Se siete convinti che la capacità di gestire meglio la propria vita, il proprio rapporto con i soldi e le proprie relazioni non faccia parte di quello che chiamate spiritualità, lavoro su di sè, crescita, beh ripensateci. Non significa certo che vi andrà sempre tutto bene, per carità, né che avrete il controllo totale della vostra vita. Ma se sono 15 anni che 'lavorate' su un problema e il problema non è migliorato, forse c'è qualcosa da rivedere in quello che fate o in come lo fate. E un altro consiglio: non abbiate paura di cambiare disciplina, percorsi, insegnamenti se quelli che avete seguito finora non si sono rivelati efficaci. Non fatevi scrupoli ad abbandonare ciò che non funziona, ciò che promette ma che non mantiene. Non vi fate agganciare dalla setta, dal maestro, dal coach o dal terapeuta che vi vuole convincere che ci vuole un altro po' di tempo, un altro po' di pratica, se qualcosa in voi vi dice di andarvene. Valutate sempre in base ai risultati, anche se i risultati possono essere difficilmente visibili a volte. C'è sempre un sentire preciso e una modificazione della vostra realtà che è testimoniabile direttamente quando seguite un cammino che vi porta a seguire la vostra chiamata. Potranno anche esserci sfide 100 volte più grandi, ma avrete sempre anche possibilità, aiuti e risorse 1000 volte più grandi se il vostro potere è effettivamente aumentato. Tutto il resto è inutile, si mangia anni della vostra vita e vi allontana da voi stessi.
Siate grandi, abbiatene il coraggio.
E che la forza sia sempre con voi.

giovedì 23 novembre 2017

Grandezza, visione, missione

Fino a quando stagnerai nella percezione di essere solo un io piccolo con i suoi piccoli problemi e finchè sarai limitato alla ricerca della tua 'felicità' non manifesterai alcuna grandezza, non avrai una visione più alta e non sentirai alcun senso della missione. Ecco il motivo per il quale un mago errante dovrebbe impegnarsi a considerare che non sono le persone e gli eventi 'là fuori' ad essere importanti ma il modo in cui il 'qui dentro' ha reagito a quegli eventi che egli stesso aveva cospirato per far avvenire. Un  io piccolo ha continui bisogni di essere rassicurato, di essere consolato, accarezzato, coccolato. E questo lo mantiene sicuro, ma piccolo. Quando la vita sembra fare qualcosa che gli toglie questa falsa sicurezza, le emozioni che sente sono paura, devastazione, crollo di certezze, dubbi, e una marea di pensieri malati. E tu credi che quando questo accade devi cercare una soluzione 'là fuori'. Credi di dover mandare necessariamente la vita in una direzione precisa, quella che ti farà stare meglio. C'è una brutta notizia. Se non impari a stare bene a prescindere dal gioco della realtà, il là fuori non farà che confermare il tuo stare male, a cicli sempre più intensi. Vedrai ripetersi storie e copioni della tua sfocatura, sempre gli stessi senza variazioni. Se invece accetti di cambiare paradigma, se sposi la visione e abbracci la tua missione quello che arriverà sarà molto, molto differente. La tua grandezza inizierà a balenare man mano che strati di 'te' se ne andranno, portati via dalla corrente dell'attenzione e del non agire in maniera inconscia. Inizialmente sarà deserto, inferno e tortura perchè ogni parte di te entrerà in rivolta e vorrà continuare a incolpare l'esterno e gli altri per ciò che ti accade, per come ti senti. Non crederci. Rimani saldo al centro di te, e dì a te stesso che tu non sei quelle storie che la mente racconta. Le storie smetteranno di essere convincenti quando toglierai loro attenzione ed energia, e vedrai crollare i muri che delimitano il tuo piccolo 'io', i traumi, i bisogni, le fissazioni, le ossessioni. Non agendo impulsivamente come hai sempre fatto, l'energia che avevi dissipato in emozioni di superficie, in atteggiamenti infantili, quella che avevi sprecato in rapporti di convenienza o cercando di elemosinare amore ed affetto al di fuori di te chiedendolo a chi non era in grado di darlo neanche a sè stesso, tutta l'energia che avevi incenerito con pensieri costanti nel tentativo di controllare la vita, tornerà a te. Il corpo inizierà a guarire man mano che abbandonerai quell'inferno di emozioni e pensieri che è la tua sfocatura, man mano che ti convincerai di poter essere di più. E allora la tua missione sarà quella di seguire il flusso e fare ciò che è utile per te stesso e per gli altri là dove ti trovi, ed essere grande significherà portare aiuto, amore, guarigione, ascolto, empatia, gioia, laddove sembrano regnare buio, paura, insicurezza, malattia e mancanza di risorse. Là dove ti trovi, dentro di te incontrerai la tua grandezza, la tua visione e la tua missione, non in qualche altro luogo o tempo.

lunedì 13 novembre 2017

Attraversare

Lo spirito spinge in direzioni che non sono sempre chiare, anzi a volte la direzione in cui vieni sospinto ha un senso contrario alle tue aspettative. La cosa più difficile da ricordare per un ricercatore è che la logica 'umana' del bisogno di controllo e di sicurezze mal si sposa con l'intensità dell'essere e con il suo voler sperimentare. Quando la vita prende direzioni inaspettate e quando le cose sembrano mettersi male, l'unica strategia vincente è la resa a ciò che è. Nella resa impari a sperimentare un diverso tipo di percezione della realtà e quel tipo di percezione può letteralmente salvarti la vita. Quando i fatti diventano molto dolorosi e le immagini mentali cercano di sostenere quello stesso dolore, l'abilità di sganciarsi dal flusso mentale diventa di primaria importanza, ed è una palestra a cui un mago errante non dovrebbe mai rinunciare. Ricordatelo: l'inferno si chiama 'pensare'. Non puoi 'pensare' la soluzione se parli la lingua dello spirito, perchè lo spirito parla in termini evolutivi, di crescita e non di stare meglio o sentirsi sollevati. Lo spirito parla una lingua che contiene vocaboli come grandezza, energia, missione, che richiedono però che si corrano dei rischi.  In questi periodi di passaggio quando sei spinto da forze ignote, la centratura è sedersi e osservare il flusso degli eventi esterni e interni e dimorare in quella sensazione di esistere a prescindere da tutto ciò che accade. Guardi l'esterno e l'interno contemporaneamente come uno spettatore distaccato, e solo questo può darti la forza e l'energia necessarie per attraversare. Non superare. Non risolvere. Attraversare. Non c'è in realtà niente da risolvere se non le tue proiezioni. A costo di essere ridondante ti ricordo la prospettiva: quello che vedi là fuori è un addensamento che per l'80% ha a che fare con la tua condizione interiore, la tua sfocatura inconscia. Niente cambierà là fuori permanentemente se non cambia qualcosa all'interno.