venerdì 4 gennaio 2019

Bisogno di approvazione, update 2019

Tanti anni fa ritenevo che il bisogno di approvazione\attenzione fosse il più grande veleno dei nostri tempi e che, anche e soprattutto nella spiritualità, fosse il motore principale che metteva in cammino tante persone verso gruppi, sette e organizzazioni di qualche genere. Oggi ritengo che sia ancora così e che la cosa sia drasticamente peggiorata. E ho visto anche di non esserne mai stato del tutto immune negli anni passati mentre lo rilasciavo e ne scrivevo. Tempo fa qualcuno con una notevole capacità di osservazione sottile mi fece notare come durante i seminari non dicevo proprio tutto tutto tutto quello che sapevo\sentivo per paura di perdere pubblico, di perdere l'approvazione. Avevo il timore di dire cose reali ma molto scomode perché questo avrebbe ridotto in qualche maniera la mia 'popolarità'. Avevo paura di interrompere vaneggiamenti e divagazioni dei partecipanti per timore di perdere la loro approvazione, e tendevo a dare troppo spazio a gente che non ne avrebbe dovuto avere. Aveva ragione. Così come sempre questo qualcuno mi faceva notare che questo bisogno rifletteva una mia ambiguità di fondo nel porre dei confini fra me e le persone che stavo aiutando e alle quali stavo insegnando qualcosa. Era vero anche questo, e quando mi fu detto mi fece male vedere quanto stavo ancora indietro col lavoro. Poi però questa persona aggiunse anche che se la presenza non è 'abbastanza' non si possono vedere alcuni lati di sé, non importa quanto si sia motivati e sinceri. Ci si può arrivare solo con una quantità e un tempo di pratica sufficienti, perché la presenza è una energia cumulativa e dipende oggettivamente dalle ore dedicate alla causa.
Oggi il fatto è questo: qualcuno si infastidisce perché il tono dei miei post è a volte sarcastico, pesante, arrabbiato, caustico e lontano dall'aura di perfezione che vorrebbe ascrivermi in quanto autore di istruzioni per maghi erranti uno e due. Qualcuno non riesce più a seguirmi tanto è il fastidio provocato in lui\lei da quei post così tremendamente arrabbiati e giudicanti. Qualcun altro si offende perché non approvo il Reiki, o non cito il suo beniamino spiritual\esoterico\mistico del momento e perché non ha la mia benedizione. Altri ancora si lamentano del fatto che insisto sempre su Zhineng Qigong quando invece ci sono cose molto più veloci e che dovrei andare a fare un corso (da loro) di questo, quello e quell'altro che devono assolutamente insegnarmi. Qualcuno mi dà consigli su come migliorare il mio lavoro. Qualcuno mi dice che è un peccato che non parli più di Transurfing e Ho'oponopono e che prima il mio messaggio era più fruibile. Qualcuno mi accusa di essere diventato troppo visibile e troppo personaggio pubblico e che lo sto facendo solo per i soldi. Qualcuno mi accusa di spiritualità pret-a-porter...
Ebbene, è necessario che accettiate il fatto che non sono perfetto, non voglio esserlo, non lo sarò mai e non tendo a voler mostrare una mistificata faccia - da Tolle per vendere meglio il mio prodotto. Un tempo a causa della predominanza del bisogno di approvazione mi sarei anche potuto sperticare in mille e una spiegazione arzigogolata per spiegare il perché e il per come delle mie decisioni, scelte e chiacchiere. Un tempo mi sarei dovuto giustificare: ho fatto questo perché così e colà... ma il problema è proprio che io non sono perfetto e sebbene abbia sperimentato lunghi periodi di pace, centratura e tutto il resto e sebbene pian piano stia tornando a quegli stati, questo è un periodo della mia vita diverso e come tutto quello che porta il flusso io onoro questo periodo e lo vivo in tutte le sue meravigliose contraddizioni. E come ogni buon mago errante parlo SOLO di quello che so, sento e vivo. Perciò se vi inquieta che lo stesso autore delle 'istruzioni' possa aver avuto un brutto periodo di passioni incontrollate, rabbia, depressione, che fumi ancora o che mangi carne, questo è un vostro problema. Non mio. Se vi infastidisce il tono meno pacifico di questi ultimi periodi e vi fa sentire a disagio questo è uno vostro problema, non mio. Se sentite il bisogno di darmi consigli su come migliorare il mio lavoro questa opinione non richiesta è un vostro problema e una vostra proiezione, non mia. L'unica cosa realmente importante sarebbe osservare la quantità di reazioni emotive, giudizi e disagio che le cose scritte vi provocano ed essere presenti ai movimenti del vostro corpo di dolore, che vi fa proiettare all'esterno le cause della vostra sofferenza. Questa è l'unica cosa che conta, non il capire se io sia presente, centrato, in pace, o più o meno illuminato.
Non sono illuminato, non sono un maestro, al massimo un insegnante, e si insegna SEMPRE ciò che si ha più bisogno di imparare. Non sono qui per farvi contenti, per parlare delle cose che vi piacciono o per confermare le vostre opinioni, e tutto quello che dico potrebbe anche essere sbagliato. In fin dei conti sono qui, come sono sempre stato, a condividere con la mia ricerca, la mia esperienza di vita, i miei risultati e con tutte le mia ombre, le mie cadute e le mie risurrezioni e riinizi. Non sono qui per mostrarvi la perfezione (che non ho e che non esiste), né per giustificarmi con voi se qualcosa non vi risuona.

Il giorno che vi sembrerò perfetto significa che sto sbagliando qualcosa.

Stay Present.

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