martedì 25 dicembre 2018

Messaggio di Natale... forse...

Alcuni di voi si sono arrabbiati per la mia ultima conferenza on line sul lasciar andare il passato e sul mettere in discussione le storie che ci raccontiamo a proposito di quello che è accaduto e della ricostruzione che ne facciamo. Qualcuno mi ha anche scritto che questa non è più spiritualità, ma PNL o psicologia.


Ora, onestamente non mi importa più di evanescenti principii spirituali. Non mi interessa di prospettive nichiliste dove nulla è reale e lo spirito è tutto. Credo che questo tipo di spiritualità oltre che fuorviante sia dannoso. Il sé, l'illuminazione, il risveglio, alla prova del nove per molti si sono rivelati solo essere l'ennesima fuga da una realtà distonica, l'ennesimo tentativo di trovare un improbabile eden che una volta era il paradiso e adesso chiamiamo illuminazione spirituale. Ho visto con questi occhi e provato in questa mia stessa vita quanto ignorare la vita stessa, il corpo, le relazioni e i bisogni materiali come soldi, cibo, calore umano, bollandoli come illusori sia essa stessa la più potente illusione alla quale un essere umano possa aderire. Quindi quando vi innervosite in parecchi per il mio insistere sul fatto che neutralizzare le storie mentali e la storia personale possa essere un potente antibiotico, ricordatevi che anche io ho cercato di negare il dolore e la sofferenza dei fatti vissuti, e che non vi sto dicendo di andarvene nella beatitudine promossa da sedicenti non-dualisti o maestri tutta mente e citazioni colte del Vedanta. Non mi interessa quello. Non è utile. Non per me. Quello che mi interessa è che ho capito che la presenza, l'intensità e l'attenzione rivolta all'interno sono una medicina che può curarvi e farvi vivere una vita migliore e a me interessa questa vita reale, non l'aldilà, non le vite passate o i piani sottili dei quali mi sono interessato per decenni. L'approccio del sentire e dell'intensità non cambierà i fatti che vi sono capitati, né condonerà il male che vi è stato fatto. Vi darà però la possibilità di scegliere cosa essere di qui in avanti. Vi farà male all'inizio perché la dolorosa presa di coscienza di sé e di ciò che si nasconde dentro è terribile, checché ne dicano gli esperti di ogni religione e movimento pseudo spirituale. Si cresce affondando le mani nell'ombra, nella propria ombra. E chi pensa di essere solo luce può stare alla larga da questo lavoro. Poi però arriva un momento nel quale i significati che diamo al passato per quanto doloroso vanno abbandonati, ristrutturati e sostanzialmente riscritti da capo. Se non facciamo questo e se prima o poi non ci decidiamo a reinterpretare a nostro vantaggio il passato e quello che ha portato non usciremo vivi dalla nostra 'ricerca interiore'. Rimarremo ancorati al nostro dolore, che è un attaccamento né più né meno. Se non riscriviamo la nostra storia dopo aver distrutto quella vecchia non saremo mai liberi. Continueremo ad essere figli, madri, padri, vittime, carnefici, delusi col cuore infranto, vittime dell'inconscio familiare e collettivo, vittime della povertà, continueremo a cercare soluzioni a problemi che sono al 90% di natura mentale ed emotiva. E continueremo a cercare fuori. Ma la soluzione è dentro, totalmente dentro. La soluzione si trova anche in quella sensazione di eternità data dallo stato di esistere a prescindere, dalla coltivazione di quel nucleo intoccato da qualsivoglia evento, nella quale trovare riposo, ristoro ed energia. Non per fuggire nel Sè, non per dissolversi in una utopica beatitudine condita dalla sensazione di luce eterna ed immutabile dove tutto è perfetto. Non per mentire a se stessi su ciò che è accaduto, ma per fare in modo di riscrivere l'interpretazione che diamo al nostro passato. Per fare in modo di darci una possibilità di essere finalmente felici a prescindere da ciò che ci è accaduto. E questo è il mio augurio per tutti voi.



Buon Ntale.

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