domenica 30 luglio 2017

Nessun metodo ti ci porterà

Tutta la tragedia e tutto il dramma delle nostre vite è legato alla sensazione di essere un 'io' separato da tutto ciò che esiste e dalla sua perenne sensazione di temporaneità. E questo è qualcosa che viene col pacchetto 'essere umano', dicono. Eppure tempo fa mi accadde di essere 'fuori dal tempo' per qualche giorno, dopo alcuni fortuiti incontri e certe pratiche intense, e in qualche modo era una sensazione strana, spiacevole... qualcosa in me non riusciva a starci comodo in quell'assenza di tempo che scorreva, in quell'eterno presente nel quale tutta una giornata sembrava solo un lungo minuto. Non riuscivo a pensare, non riuscivo a non essere espanso, e mentre guidavo per andare a tenere una lezione di Qigong mi domandavo come fosse accaduto che quella sensazione di temporaneità e precarietà fosse sparita. Forse era autosuggestione? Forse era un disturbo psicologico?  Eppure in quello stato non c'era alcuna gravità, nessun dramma, nessun problema da risolvere. Non esisteva più la sensazione che la vita fosse qualcosa che prima o poi doveva finire. Non esisteva a dire il vero nemmeno più la percezione di essere una persona con una vita. C'erano solo fenomeni, ricchi, intensi, bellissimi nonostante la loro ordinarietà. C'era una sensazione di connessione e interazione con tutto il creato. Quindi, mi dissi, dato che non era neanche la prima volta che capitava, tutto sommato questa sensazione di separazione può non essere così inattaccabile, può non essere come tutti dicono, innata nell'essere umano. Quando la percezione di unità e non separazione iniziò a scemare (con mio enorme dispiacere) iniziai a ripercorrere le tappe di ciò che avevo fatto per arrivarci - o almeno di quello che credevo mi ci avesse guidato in quel particolare periodo. Ma mentre ero chino sul diario a scrivere, qualcuno in me storse il naso, contrariato. Di solito quella è la sensazione che usano i miei spiriti guida per invitarmi a comunicare con loro. Allora li contatto:

Loro: "Pensavi di farne un metodo non è vero?"

Io: "... pensavo di capire come ci sono arrivato..."

Loro: "La grazia è qualcosa che si può capire, secondo te?"

Io: "...non la grazia... in sè... il modo, la scala su cui mi sono arrampicato per arrivarci, credo di sapere come."

Loro: "Credi! Tu Credi! Ma quand'è che la smetterai di fare qualcosa con quella testa lì. Ecco il segreto, ecco come ci sei arrivato: non c'è nessun metodo, devi solo fermare qualsiasi movimento interiore, qualsiasi azione, qualsiasi tensione."

Io: "è un paradosso quindi, non posso cercare di smettere di fare...non posso adottare un metodo per smettere di fare..."

Loro: "C'è qualcuno che può spiegartelo meglio di noi, apri il libro alla tua sinistra, aprilo a caso"

(Il libro è William Samuel, guida alla consapevolezza e alla quiete profonda)

"La metafisica nel mondo
Tutte le scuole di metafisica, a un certo punto del loro percorso di istruzione, esortano la persona in difficoltà a individuare il “pensiero” specifico che l’ha resa malata e infelice. Poi, in generale, insegnano che l’opposto di quel pensiero è l’unica “Verità” da «tenere a mente» per risanare la situazione. Innegabilmente, questo approccio karmico “funziona” al livello del problema apparente, l'identificazione con la personalità (ed è questa l’arena in cui quasi tutti iniziamo la ricerca della Realtà), ma non è qui la risposta definitiva.Questi procedimenti metafisici hanno fatto i loro giorni. La loro influenza si è già sentita in giro per il mondo; i loro risultati sono attualmente visibili sotto forma di un’esperienza del mondo scissa in una dualità autoreferenziale: positivo-negativo, reale-irreale, bianco-nero, Oriente-Occidente, ricchezza-povertà, bene-male, spirituale-materiale, credenti-atei, progressisti-conservatori, capitalismo-comunismo, insomma un mondo completamente diviso e suddiviso contro se stesso, dentro e fuori. Benché sappiamo, nostro malgrado, ciò che sembrerà accadere in questo caos positivo-negativo, questo ha ben poca importanza, perché nessuna delle apparenti suddivisioni ha a che fare con l’Essenza Trascendente, il Regno non diviso e non giudicato che si trova proprio là dove sembra sussistere il frammentato giudizio personale con il suo spettro di angoscia!"

Loro: "alla fine ti dovrai arrendere all'evidenza che tutto questo andirvieni esiste solo in virtù del fatto che sei convinto della solidità incorruttibile di questo IO..." 

(risate loro)




1 commento:

  1. sembrerebbe che il metodo consista proprio nel non cercare metodi
    o che il vero viaggio cominci quando non c'è il senso di un "io" che si trova da qualche parte e che desidera andare in un altro luogo, più speciale.

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