mercoledì 19 luglio 2017

Sono con voi - Mere

“Sono con voi”, che cosa vuol dire esattamente?
Quando preghiamo e ci dibattiamo interiormente con un problema,
siamo realmente sempre ascoltati, malgrado la nostra insensibilità e le
nostre imperfezioni, ed anche malgrado la nostra cattiva volontà ed i
nostri errori ? Sei tu che sei con noi ?
Sei tu nella tua coscienza suprema, quale forza divina impersonale e
forza dello yoga, oppure tu, Madre, in un corpo fisico con la tua
coscienza fisica ? È una presenza personale realmente al corrente di ogni
nostro pensiero e atto oppure una forza anonima? Puoi dirci in che
modo sei presente in noi? È detto che Sri Aurobindo e tu, formate una
sola e stessa coscienza, ma esistono due presenze personali, quella di Sri
Aurobindo e la tua. Sono due cose distinte, svolgenti ciascuna la propria
particolare missione?

Sono con voi perché io sono voi e voi siete me.
Sono con voi vuol dire un’infinità di cose, perché sono con voi a tutti i
livelli, su tutti i piani, dalla coscienza suprema fino alla più fisica. Qui, a
Pondicherry, non potete respirare senza respirarmi. La mia presenza
impregna quasi materialmente il fisico sottile, e si stende fino al lago, a
dieci chilometri da qui. Al di là, può farsi sentire nel vitale materiale, sul
piano mentale e ovunque sugli altri piani più elevati.
Quando sono venuta qui, la prima volta, ho avvertito l’atmosfera di
Sri Aurobindo, l’ho sentita materialmente, a dieci miglia dalla costa,
miglia marine, non chilometri. Fu all’improvviso e molto concretamente;
era un’atmosfera pura, luminosa, leggera, leggera che ti sollevava...
Molto tempo fa Sri Aurobindo fece affiggere dappertutto nell’Ashram
la nota che tutti conoscete. “Agisci come se la Madre ti osservasse,
poiché, in verità, Ella è sempre con te.”
Non è una semplice frase, non sono parole, ma un fatto. Sono con voi
in un modo assolutamente concreto, e coloro che hanno la visione
sottile mi possono vedere.
In modo generale, la mia Forza è qui, costantemente all’opera,
spostando continuamente gli elementi psicologici del vostro essere per
stabilire nuove relazioni e precisare i diversi aspetti della vostra natura
affinché possiate vedere quello che dev’essere cambiato, sviluppato o
soppresso.
Ma oltre ciò, esiste un legame particolare, personale fra voi e me, fra
me e tutti coloro che si sono volti verso l’insegnamento di Sri Aurobindo
e mio, ed allora le distanze non contano più, potete essere in Francia o
all’altro capo del mondo che questo legame rimane vero e vivo. Ed ogni
volta che mi giunge un richiamo, ogni volta che si rende necessario che
io venga edotta di qualcosa, per mandare una forza, un’ispirazione, una
protezione o qualsiasi altro aiuto, mi arriva come un messaggio,
improvvisamente, ed allora faccio il necessario. Queste comunicazioni
mi possono arrivare in qualsiasi momento; più d’una volta mi avete visto
fermarmi all’improvviso in mezzo ad una frase, in mezzo ad un lavoro. È
qualcosa che mi giunge, una comunicazione; allora mi concentro.
Con coloro che ho accettato come discepoli, a coloro a cui ho detto
“sì”, esiste qualcosa di più di un legame, esiste un’ emanazione di me
stessa. Questa emanazione mi avverte sempre quando sia necessario,
per dirmi quello che sta succedendo. Infatti sono continuamente al
corrente, ma tutte queste comunicazioni non restano iscritte nella mia
memoria attiva, ne rimarrei sopraffatta, la coscienza fisica agisce come
un filtro; le cose vengono registrate su di un piano sottile, e rimangono
là allo stato latente, come una musica registrata senza essere suonata, e
quando ho bisogno di sapere con la mia coscienza fisica, mi collego con
questo piano sottile e il disco gira. Allora vedo come stanno le cose, il
loro sviluppo nel tempo, il risultato attuale.

E se per una ragione qualsiasi mi scrivete richiedendo il mio aiuto e io
vi rispondo “sono con voi”, ciò vuol dire che la comunicazione diviene
attiva, che v’inserite nella mia coscienza attiva, per un certo tempo, per il
tempo indispensabile.

E questo legame fra voi e me non è mai interrotto. Vi sono persone
che hanno lasciato l’Ashram molto tempo fa, in stato di ribellione, e
malgrado ciò continuo ad essere al corrente, ad occuparmi di loro. Non
siete mai abbandonati.

In verità, mi sento responsabile di tutti, anche della gente che ho
incontrato per qualche secondo nella mia vita. Adesso ricordatevi d’una
cosa: Sri Aurobindo ed io siamo sempre una sola e una stessa coscienza,
una sola e una stessa persona. Solamente, quando questa forza o questa
presenza, che è la stessa, passa attraverso la vostra coscienza individuale,
riveste una forma o un’apparenza differente secondo il vostro
temperamento, la vostra aspirazione, i vostri bisogni, il giro particolare
del vostro essere. La vostra coscienza individuale è come un filtro, un
orientatore, se la frase mi è permessa, essa fa una scelta e fissa una
possibilità nell’infinità delle possibilità divine. In fondo, il Divino, dà
esattamente ad ogni individuo quello che l’individuo si aspetta dal
Divino. Se credete in un Dio lontano e crudele, sarà per voi un Dio
lontano e crudele perché per il vostro supremo interesse sarà necessario
che sentiate la collera divina; sarà Kali per gli adoratori di Kali, e la
beatitudine del bhakta. Sarà la Conoscenza assoluta di coloro che
ricercano la Conoscenza, l’Impersonale trascendente degli Illusionisti22 ,
sarà ateo con l’ateo e l’amore di colui che ama. Sarà un amico fraterno e
vicino, un amico sempre fedele, sempre sicuro, per coloro che lo
sentono come guida interiore di ogni movimento, di ogni minuto. E se
credete che può tutto cancellare, cancellerà tutte le vostre colpe, tutti i
vostri errori, instancabilmente, e ad ogni istante potrete sentire la sua
Grazia infinita. In verità il Divino è quello che vi attendete da Lui nella
vostra profonda aspirazione. E quando si entra in quella coscienza, 
nell’infinita moltitudine dei rapporti col Divino e con gli uomini, 
tutte le cose sono viste di un solo sguardo, si vedrà come tutto è meraviglioso,
 in tutti i particolari.

Osservando la storia degli uomini si può vedere l’evoluzione che il
Divino ha compiuto in relazione a quello che essi hanno capito, voluto,
sperato, sognato, quanto Egli fosse materialista col materialista e quanto
ogni giorno cresca, si faccia più vicino, più luminoso, nella misura in cui
la coscienza umana viene ampliala. Ognuno è libero di scegliere. La
perfezione di questa varietà senza fine delle relazioni fra uomo e Dio
attraverso la storia del mondo è una meraviglia ineffabile.
E tutto ciò rappresenta un secondo nella manifestazione totale del
Divino.

Il Divino è con voi secondo le vostre aspirazioni. Questo non vuol
certamente dire che debba piegarsi ai capricci della vostra natura
esteriore – parlo della verità del vostro essere. E ancora, si modella
qualche volta sulle vostre aspirazioni esteriori e se, come il devoto,
vivete in quelle alternative di separazione e di amplesso, d’estasi e di
disperazione, il Divino si allontanerà da voi o si avvicinerà in accordo con
quanto crederete. L’atteggiamento è quindi molto importante, anche
l’atteggiamento esteriore. La gente non sa ancora bene sino a che punto
la fede è importante, quanto la fede sia miracolosa, creatrice di miracoli.
Perché se ad ogni momento vi aspettate d’essere elevati ed attirati verso
il Divino, il Divino verrà ad aiutarvi e sarà vicino a voi, sempre più vicino.

(parole dagli scritti di Mère e Aurobindo)

venerdì 14 luglio 2017

Non sappiamo niente

Ci siamo proclamati insegnanti, maestri, istruttori, terapeuti. Ci siamo messi addosso un vestito che giustificasse quello che facevamo: insegnare, dire agli altri come vivere e quali erano le frontiere dello spirito. La gente ci ha creduto e ha cominciato ad ascoltarci, rapita. Quello che vedevano in noi era la speranza che esistesse un modo di vivere privo di sofferenza, o che almeno questa sofferenza avesse un qualche senso. E noi eravamo i paladini di quel senso, ci siamo sentiti a lungo così. Siamo e siamo stati le nuove rock-star. Alcuni più tradizionali e prudenti, più pop, altri più alternativi, spregiudicati, senza peli sulla lingua, più grunge. E abbiamo iniziato a crederci anche noi. Abbiamo pubblicato libri, tenuto conferenze, abbiamo parlato di questa robaccia spirituale talmente tanto a lungo che alla fine ci abbiamo creduto ciecamente. E allora vedevamo principii dovunque, vedevamo regole, schemi, simboli, archetipi e non la realtà. Vedevamo non più persone, ma fiori di bach, tipi psicologici, genealogie da costellare. E ci siamo persi i fenomeni reali. Le persone, le loro storie, i loro problemi, la vita insomma. Ci siamo studiati qualche tradizione, qualche disciplina e vi abbiamo aderito ciecamente costruendoci su una professione di tutto rispetto. Che male c'è? Nessuno infatti. Se non che ci abbiamo creduto troppo a lungo. E non usciamo più di lì. Applichiamo a tutto i sutra, i veda, i vangeli, cercando di spiegare tutta la realtà attraverso le parole di qualche illuminato (o presunto tale). Prendiamo per buono tutto quello che hanno detto Osho, Aurobindo, Maharshi o Nisargadatta e tentiamo di valutare il reale in base a queste favole. A queste storie. Sono tutte storie che ci raccontiamo (o che si raccontano attraverso di noi, perché no) delle quali abbiamo poca o nessuna esperienza diretta. Però, dato che siamo insegnanti, istruttori o terapeuti, dobbiamo avere fede cieca in ciò che diciamo di professare. E professando le grandi verità spirituali, la ricerca è finita, il flusso si è fermato e le nostre esperienze dirette della verità, ammesso che esista, rimangono appannaggio di pochissimi attimi fuggenti. Poi la vita ci ha traditi. Ci ha delusi. In qualche modo la vita ci ha spiegato che non esistono gli schemi che stanno sui libroni, non esistono precise distinzioni tra i corpi sottili o regioni di energia puramente positiva, non esistono periodi tranquilli e in generale niente che si possa inscatolare. Che il pensiero non crea la realtà, o non sempre perlomeno. La realtà ha fatto qualcosa che non ci aspettavamo insomma. Lavoravamo sulla salute e siamo peggiorati, lavoravamo sui soldi e siamo rimasti senza una lira. E' il fattore 'x' quello che onestamente nessun maestro può rivelarvi perché altrimenti perderebbe immediatamente tutti i suoi adepti. Che cioè la vita è imprevedibile. La vita è mutevole. La vita è una forma che cambia di continuo. E allora, noi insegnanti, scrittori, divulgatori di verità presunte assolute che cosa sappiamo in realtà? Niente. Cosa insegniamo in realtà? Niente. Cosa possiamo garantire? Niente. L'unica cosa che impariamo e insegniamo forse, l'unica prospettiva reale è "Essere maestri del disordine". Elevarsi al di sopra di ciò che accade, trovare un centro di quiete, una prospettiva infinita che si trova al centro del nostro essere e oltre tutte le 'storie' della spiritualità più o meno tradizionale. E quel centro è percepibile, quella quiete oltre tutto ciò che è mutevole si può trovare. Quella quiete che non è più nemmeno pace ma semplicemente esistenza pura nella sua piena intensità. Del resto possiamo solo fornire schemi, mappe e indicazioni vaghe e imprecise. Di tutto il resto possiamo solo supporre. Il resto sono e saranno sempre e solo storie che raccontiamo.