martedì 17 gennaio 2017

Sul materializzare

Parecchi anni fa lessi il mio primo libro in inglese su quello che, solo parecchio tempo dopo, sarebbe diventato il tormentone della cosiddetta 'legge di attrazione'. Come forse pochi sanno, quel filone si originò negli Stati Uniti da un confluire di teorie diverse sulla realtà basate quasi tutte su un messaggio che potremmo definire pseudo-religioso. C'era il New Thought, la Divine Science, la Christian Science e tanti altri movimenti del genere che, basandosi chi più chi meno sullo studio e la libera interpretazione della Bibbia e di altri testi sacri arrivavano a formulare alcuni principii che poi sono degenerati in quella che oggi chiamiamo 'legge di attrazione'. Ma in realtà all'epoca questi pensatori, mistici e metafisici erano un po' più radicati nella sostanza spirituale che in quella materiale, meno preoccupati di ammaliare un pubblico e di vendere libri, e leggendo molti di quei testi (quasi nessuno dei quali disponibile in italiano, purtroppo) ci si accorge di come l'enfasi non fosse posta tanto sul materializzare quanto sul costruire uno stato di coscienza che fosse radicato nella fede e nello spirito.  Con tutti i loro innumerevoli difetti tutto sommato questi pionieri della cosiddetta legge di attrazione avevano comunque illustrato bene alcuni modi e pratiche della riprogrammazione della mente e alcune vie per connettersi con "qualcos'altro", ottenendo molto spesso anche dei risultati incredibili proprio in termini di materializzazione e guarigioni. Iniziai a studiare questo materiale quando conobbi un certo 'ministro' di queste strane e originali chiese americane. Era appunto un 'ministro' della Divine Science, che molto molto gentilmente visto il mio interesse a queste materie, volle regalarmi gratuitamente alcuni testi che ancora conservo gelosamente. Truth and Health di Fannie B. James, Divine Science di autori vari e Faith and Works di Helen Zagat. Sono testi in parte ingenui e in parte molto potenti come è stato tutto quel movimento (che ancora continua per quanto ne so dal mio amico Paxton Robey). Ingenui come tutto il movimento della legge di attrazione e del controllo della realtà, poichè cercavano di veicolare il messaggio che l'essere umano può tutto, e può tutto attraverso la fede in Dio, come se la fede costringesse Dio a darci quello che vogliamo (e Dio non è un cameriere, ci ricordava Hew Len insegnante di Ho'oponopono tanti e tanti anni fa).  Ma, ahimè, a me risulta che non possiamo tutto. Lo dimostra la percentuale bassissima di coloro che riescono ad 'attrarre' davvero o a guarire qualche malattia nonostante tutti gli 'sforzi' che fanno. Eppure questi libri sono anche molto potenti perchè nascondono alcuni segreti del controllo della coscienza, se capiamo esattamente cos'è che ci permette poi di funzionare a livello della coscienza. Dopo 23 anni di prove ed errori penso di aver capito qualcosina in più di quando ho iniziato, certo non ho esaurito le mie ricerche, ma qualcosa credo di averla intuita (a giudicare dai risultati avuti nella realtà). In primis dobbiamo aver ben presente il concetto di sfocatura inconscia - o se volete chiamatelo pure karma (che per me sono la stessa identica cosa). Questo non è mai approfondito nei libri sulla legge di attrazione nè sui testi di divina scienza. Al massimo viene consigliato di abbandonare tutto il proprio pensiero negativo (cosa che comunque è basilare per iniziare a crescere in direzione dell'espansione della coscienza) e di riprogrammare la mente con affermazioni 'positive'. Ma lavorare con il subconscio o con il cosiddetto karma non è così semplice se non ci si rende conto che abbiamo a che fare con un altro 'noi-dentro-di-noi' che si opporrà strenuamente a questo lavoro. Questo è un fatto noto anche in altre tradizioni. Nello Yoga Vasistha si legge ad esempio:


"Rama chiese:
O Signore, se le tendenze latenti portate dalla nascita passata mi spingono ad agire nel presente, dov’è la libertà d’azione?”
Vasistha rispose: “Rama, le tendenze portate dalle incarnazioni passate sono di due tipi: pure ed impure. Le pure ti conducono verso la liberazione e le impure invitano problemi. Tu sei invero la coscienza stessa, non la inerte materia fisica. Non sei spinto all’azione da null’altro che da te stesso, perciò sei libero di rafforzare le pure tendenze latenti in preferenza a quelle impure. Le impure devono essere abbandonate gradualmente e la mente allontanata da esse poco a poco, cosicché non ci sia reazione violenta. Incoraggiando le buone tendenze ad agire ripetutamente, rafforzale. Le impure si indeboliranno con il disuso. Quando così avrai sopraffatto la forza delle tendenze negative, allora dovrai abbandonare persino quelle positive. In questo modo sperimenterai la Verità Suprema per mezzo dell’intelligenza che sorge dalle buone tendenze."
"Le impure dovranno essere abbandonate gradualmente per non generare resistenze", che è appunto ciò che accade quando si inizia a lavorare con affermazioni, meditazioni e quant'altro. Inoltre è quasi completamente ignorato un fatto che oggi fra alcuni ricercatori è diventato molto chiaro. Sembra che il cosiddetto karma negativo, le sfortune e le situazioni di sofferenza, contengano una lezione da apprendere, qualcosa che se non integrato si protrarrà a tempo indefinito e, per chi ci crede, nelle vite successive. 
"La vita, qui in questo mondo, è un’evoluzione e l’anima cresce con l’esperienza, sviluppando attraverso di essa questo o quell’aspetto nella natura; e se vi è sofferenza è proprio per fare questa esperienza, non per un giudizio inflitto da Dio o dalla Legge Cosmica per gli errori o le cadute che, nello stato d’ignoranza, sono inevitabili. Considerare l’idea della rinascita e le circostanze della nuova vita come una ricompensa o una punizione di meriti o di demeriti è una rozza idea umana di “giustizia”, assai antifilosofica e antispirituale e che distorce il vero scopo della vita. "
Sri Aurobindo

Siamo dunque proprio così convinti che sia sufficiente abbandonare il pensiero negativo, o riprogrammare il cosiddetto subconscio per 'liberarsi' di un problema? Io no.
Un altro fatto poco noto è che non si possono predire i tempi di attualizzazione di una materializzazione. Per alcuni ci potrebbero volere anni, per altri mesi, per qualcuno solo poche settimane. Dipende dalla quantità di sfocatura stratificata nell'inconscio e dall'intensità del lavoro che viene portato avanti. Un altro problema è poi costituito dal fatto che molte delle cose che vogliamo non sono le nostre. Questo è un altro punto in cui le varie diramazioni della legge di attrazione e del 'tu puoi avere tutto', si perdono completamente. Se non si fa un lavoro consistente di pulizia e se non si coltiva quella che chiamo intensità, non è affatto possibile vedere quanto molte delle cose che diciamo di volere siano in realtà desideri di altri che si stanno esprimendo attraverso di noi. Oppure non è possibile accorgersi che ciò che vogliamo lo vuole quel bambino di 3 anni frustrato e deluso dai genitori o lo vuole quella parte di noi che cerca vendetta e rivalsa sul mondo, sugli uomini, sulle donne, sulla maestra di terza elementare e così via. Gli insegnamenti sul materializzare mettono molto poco l'accento sull'autoconoscenza e sul capire perchè vogliamo ciò che vogliamo. In questo forse la Divina Scienza e le filosofie simili del passato erano state un po' più accorte, parlando spesso di rimettere tutto nelle mani di Dio e lasciare con calma che le cose andassero per il verso giusto (che è quasi sempre un ottimo atteggiamento). 
Ci sono poi un paio di  aspetti che mi preme sottolineare e che raramente ho visto menzionati in un testo di questo genere. L'energia e la mente quieta. Affinchè i pensieri si materializzino e tendano a piegare la realtà e a modificare il corpo abbiamo bisogno di coltivare una mente serena innanzitutto. Ma questo non è un lavoro di un'ora o due al giorno. Dev'essere fatto 24 ore al giorno, ogni momento, senza pause. Dobbiamo avere il controllo totale e incondizionato dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Se vi sembra esagerato vuol dire che non avete idea di come e quanto la sfocatura vi stia influenzando, danneggiando,  limitando, e quanto vi sospinga verso la malattia, il fallimento. Non avete idea di quanto i pensieri disordinati, il lamento, il gossip, le emozioni incontrollate e in generale il disordine interiore stiano disperdendo il vostro Qi, la vostra energia vitale. Credete siano solo pensieri e chiacchiere, pensate sia solo un'ora di tv, un po' di lettura di giornali vari, pensate siano solo quattro chiacchiere fra amici. Ma ogni azione nel mondo là fuori ci sottrae energia, poichè rivolge e aggancia la nostra attenzione là fuori e a quel punto, identificati totalmente con il là fuori, perdiamo ogni potere, ci viene sottratta ogni intensità. Abbiamo energia solo e soltanto se impariamo a fare silenzio, solo e soltanto se riusciamo mantenere questo silenzio il più a lungo possibile. Allora i nostri pensieri saranno potenti in ogni senso.
Dobbiamo inoltre essere in grado di desiderare senza attaccamento. So che sembra un controsenso, ma un'intenzione è tale solo se siamo realmente disposti  ad accettare che il nostro obbiettivo possa non realizzarsi mai. Questo ci dà pace e rende lo 'sfondo' della nostra consapevolezza molto più pulito. 'Volere senza volere' e 'fare senza fare' non sono solo due concetti filosofici, bensì precisi movimenti della coscienza. Il lavoro interiore dovrebbe portarci a uno stato in cui arriviamo a capire che nulla e nessuno là fuori ci potrà rendere pieni e felici e cominciamo a sentire la "gioia senza cause". Allora saremo capaci di desiderare senza attaccamento, senza delegare cioè al nostro desiderio tutto il potere di renderci felici. 
Un'ultima cosa che, per quanto antipatica, sono costretto a ricordare (a voi e me, visto che a intervalli più o meno regolari tendo a dimenticarlo) è che attrarre cose e migliorare la propria condizione in questa realtà, cambiare la propria situazione 'karmica', ha molto, moltissimo a che fare con il dar via una certa quantità della nostra importanza personale. Se dovessi indicare un'unica scorciatoia per arrivare al reale miglioramento delle nostre condizioni di vita, piuttosto che suggerire dei libri da leggere o dei 'maestri' da seguire suggerirei di assumere questo atteggiamento: rinunciare alla nostra importanza personale. Per chi ha già attivato una resistenza e si stia domandando come si possa mai fare, ecco qui alcuni indizi dai quali partire:

- Rinunciate a difendere a spada tratta le vostre opinioni
- Rinunciate a a voler avere sempre ragione
- Rinunciate a credere di sapere ciò che è meglio per voi
- Rinunciate a credere di sapere cos'è meglio per qualcun altro, per il mondo, per la società
- Rinunciate al vostro vantaggio personale in favore di qualcun altro
- Rinunciate a voler parlare di voi stessi e dei vostri problemi per un periodo tra i sei mesi e un anno
- Rinunciate a voler ricevere approvazione da chiunque per un periodo fra i mesi e un anno
- Tacete il più possibile
- Rinunciate a tutti i 'se' e a tutti i 'ma'
- Abbandonate tutti i 'devo'
- Rinunciate a disegnarvi migliori di quello che siete
- Rinunciate a tutti i personaggi che mettete in scena ogni giorno 
- Fate più per gli altri che per voi stessi
- Ascoltate più di quanto parliate (misurate in ore, non barate)
- Rinunciate a tutti i vostri principii spirituali e a tutto quello di cui credete di essere esperti (è l'ego a credere di essere maestro di qualcosa)
-Abbandonate per sempre le definizioni che date al mondo, alle persone, alla politica, alla cultura, all'arte, e provate a vivere da un punto di vista senza definizioni. Apritevi a ciò che è e non a ciò che credete debba essere.

Che possiate trovare tutto quello che realmente cercate, abbracciando il vostro flusso.



1 commento:

  1. Grazie infinite, Andrea, leggere le tue parole ha illuminato una parte di me che non volevo vedere!

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