giovedì 19 maggio 2016

Che il tuo guru ti deluda

La miglior cosa che possa accadere a un praticante assiduo e fervente di 'cose spirituali' è che il suo guru lo deluda. Quando vedrà, come è accaduto a me più volte, che chiunque si atteggi a 'divinità incarnata', 'maestro asceso' o 'condottiero dello spirito' mosso da chissà quali entità risvegliate, è in realtà un semplice umano con problemi e mancanze, soggetto ad errori come chiunque altro (a volte di più di chiunque altro), dopo una prima crisi sarà forse portato a vedere meglio e con più coscienza tutta la questione della spiritualità. Ritirando la proiezione di potere su un altro essere umano autoprocalamatosi maestro, forse si accorgerà che quel 'maestro' altro non era che un tentativo del suo stesso sè di insegnargli qualcosa. A quel punto forse si accorgerà che è tutta la sua vita a insegnargli costantemente, che è il suo sè a parlare con lui. Nessun testo sacro potrà farlo meglio. Nessuna persona reale potrà dargli una iniziazione migliore di quella offertagli dalla sua esperienza pratica. E forse alla fine si renderà conto di non aver davvero bisogno di nessun maestro se non quello che sorge da dentro, dal silenzio, dall'osservazione, dall'intensità di ogni momento della propria vita.

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