mercoledì 17 febbraio 2016

Zhineng Qigong, il corpo e il valore della pratica

Sono cresciuto in una cultura 'spirituale' che voleva farmi credere che fosse possibile lavorare per neutralizzare la mente con la mente, le emozioni con la mente, i sintomi con la mente e così via. Per gran parte della mia vita ho praticato metodi 'mentali' e 'meditativi' per elevarmi al di sopra della mente stessa e per far in modo di accedere a 'dimensioni superiori', qualsiasi cosa questo significasse.

Questo ha funzionato poco per me, almeno fino a che non ho scoperto un fatto che pian piano si rivelava drammaticamente importante nella sua evidenza: il corpo non può e non deve essere ignorato. Mi sono reso conto che in una pratica 'spiritualmente significativa' tendere a mettere da parte il corpo ha conseguenze nefaste proprio su quella centratura, pace mentale e quell'accesso a dimensioni superiori che cerchiamo.

Il nesso è semplice. Ogni trauma, ogni emozione negativa, ogni grumo di pensieri non processato (la famosa sfocatura) viene depositato come una memoria cristallizzata nei tessuti corporei e crea blocchi, resistenze. Là l'energia nella quale siamo costantemente immersi non può fluire liberamente e, soprattutto, là sorge una meccanicità inconscia per la quale la mente non può e non vuole accedere a certe aree doloranti, per cui non possiamo accedere liberamente a molte aree della nostra coscienza. Questo crea confusione, difficoltà di concentrazione, sintomi fisici, tendenze inconsce, abitudini, vizi, sfocatura, e generalmente la tendenza a vivere in uno stato di scarsa attenzione e presenza mentale. Questo può creare pensieri eretti dal corpo, pensieri che crediamo reali ma che sono solo figli della sfocatura.

Ecco perché c'è bisogno di un lavoro specifico, una disciplina pratica che gradualmente metta a posto questi blocchi, rilasciandoli uno per uno. I miei primi anni di Qigong, del quale praticai diversi stili, mi hanno portato esperienze psichiche, percezione diretta dell'energia e aumento della capacità di uso della stessa, ma niente a confronto di quello che ho potuto sperimentare col Zhineng Qigong. Senza nulla togliere ai vecchi stili che praticavo ai quali guardo ancora con affetto, il fatto era che mi mandavano letteralmente troppo per aria, essendo quasi tutti prettamente psichici, e non tendevano a farmi fare un vero e proprio lavoro dentro alla struttura corporea che era, invece, necessario. Siamo tutti affascinati dai fenomeni psichici e tutti pensiamo di voler acquisire questo o quel super potere, e anche io ero fra questi, e per carità il Qigong può essere un mezzo incredibilmente veloce per portarci qualche capacità speciale. Ma... è questo lo scopo della crescita? Poteri? Non lo penso affatto, non più almeno.

Ad un tratto è stato lampante che l'accesso alle dimensioni superiori dell'esistenza aveva il suo ingresso in questa realtà 3d che cercavo di evadere coltivando poteri. Ho capito che fondamentalmente senza mettere a posto questa vita 'terrena' con tutte le sue contraddizioni e i suoi blocchi nel fisico non si poteva andare da nessuna parte 'sana', non importava quanti maestri ascesi potessi essere convinto di canalizzare. Quando ho capito il semplice fatto che moltissimi blocchi che si esprimono psichicamente e che proiettano innumerevoli realtà disarmoniche sono depositati nel corpo come 'cristallizzazioni energetiche' stavo già smadonnando e maledicendo la mia insegnante cercando di tenere una delle posizioni statiche di Zhineng Qigong per più di dieci minuti, ed intanto uscivano la resistenza, il pianto, le paure, il soffocamento, il tremore... tutto questo solo per aver permesso all'energia di fare un giretto in un circuito più naturale rispetto a quello abitudinario che aveva preso a forza di evitare tutte le zone pericolose.  Tutto questo solo per aver tenuto il corpo in una certa posizione (semplice) e avendo cercato di rimanere con lui tutto il tempo per tutto il processo di 'pulizia'.

 Mi sono incazzato e sono stato dolorante per un po' di mesi... poi pian piano è cominciata ad accadere la magia. Durante la pratica, pace. Dopo la pratica, pace. Ho visto sorgere e sparire blocchi, sintomi piccoli e grandi e il corpo iniziare a modificarsi, ad acquisire energia, forza, determinazione. Ho visto sparire allucinazioni mentali, visive, auditive, percezioni sballate, pensieri casuali, dolori, e ho visto sorgere in me una attenzione cosciente che prima non avevo.  Soprattutto ho visto nascere un dominio sulla meccanicità e sulla tendenza a diventare inconsci. Quando la pratica 'fa male' e vorremmo scappare nel pensiero inconscio, nella distrazione (come facciamo nella vita a ridosso di ogni situazione sgradevole) rimanere con quel 'male' è la più grossa opera di trasformazione interiore che si possa fare, superiore per me a qualsiasi pratica 'mentale' proprio perchè accede a quel punto di giunzione tra il fisico e l'eterico dove il blocco si è generato. Erano cose che più o meno già sapevo ma  le ho imparate di nuovo e ad un livello superiore attraverso la pratica constante e assidua del Zhineng Qigong.

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