domenica 11 ottobre 2015

Il piccolo libro della centratura





Ho provato per anni a scrivere un libro. In realtà ne ho almeno due in stadio avanzato ma non mi avevano mai convinto. C'era qualcosa che volevo dire, ma il qualcosa annaspava in migliaia di caratteri che ne diluivano l'intensità. Ed è proprio a causa dell'intensità, che è uno degli argomenti discussi nel mini libro, che ho deciso di stringere all'osso il messaggio che si è preparato in vent'anni o giù di li. Niente derive biografiche. Niente inutili citazioni. Niente parole di troppo, ma solo l'essenziale e soprattutto solo ciò che posso dire di aver sperimentato direttamente. E' così che dalle quasi duecento pagine originali, il processo di condensazione ha dato origine a questo - amuleto - che, come la collana cui appartiene, ha lo scopo di incorporare una energia, frutto di una cottura lenta andata avanti, fra esperienze, studi e pratiche. Quando l'ho finito ero preoccupato della sua dimensione striminzita e avevo idea che forse avrei potuto dire di più, o dirlo in più parole. Ma le parole sono solo simboli di simboli, due volte lontane dalla realtà. E così ho smesso di cercare di aggiungere e togliere, mi sono arreso al fatto che, per parlare con i termini stessi del libro, il mio flusso mi aveva portato a fare questo, con queste dimensioni, con queste parole e una parola in più o in meno non avrebbe cambiato nulla. Questo era il mio presente e la massima intensità la ho potuta raggiungere solo così.

Il 6 novembre, a Spazio Interiore cercherò di parlare di questo qualcosa di cui non si può davvero parlare, e cioè dell'energia contenuta nelle sfumature e nei riflessi di questo amuleto, di un processo creativo, di una chiamata, della centratura e di tutti quelli che si considerano e che io considero maghi erranti.

Spero ci sarete in molti

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