mercoledì 8 luglio 2015

Un nuovo inizio

Quando ho iniziato a scrivere, parecchi anni or sono, tifavo per un certo tipo di 'spiritualità' che voleva convincerci che potevamo fare tutto, che bastava crederci, visualizzare, agire come se e tutto sarebbe andato bene. Ero il portavoce di una schiera di convinti sostenitori delle richieste al cosmo, della materializzazione a tutto spiano, della coscienza che crea la realtà, e così via. Molti di quei libri e personaggi (alcuni dei quali ancora in scena adesso) ci avevano convinto che un alto livello di spiritualità e integrazione con il proprio sé superiore corrispondesse a un altissimo livello di ricchezza, salute e vita piacevole e quindi, tecnicamente, chi non godeva di queste condizioni aveva una vita 'poco' allineata spiritualmente.  Poi negli anni ho dovuto aprire gli occhi su molti più fatti di quelli che, accecato dalle promesse di onnipotenza, ero prima disposto a vedere. Ho visto molti di questi venditori di illusioni ammalarsi, morire o perdere la testa pur con tutta la loro spiritualità. Ho visto coloro che cercavano di seguire i loro insegnamenti, perdersi in anni e anni di visualizzazioni ed estenuanti esercizi senza successo, ho visto persone di ogni età ed estrazione cercare di fuggire la realtà verso terre promesse di abbondanza, salute, elevazione spirituale che non sono mai arrivate. E mi sono reso conto che in tutto ciò che era 'spiritualità', che ormai era a conti fatti un businness, c'era un profondo disagio, un grave disadattamento al mondo che cercava di compensarsi in un tentativo di sentirsi speciali e benedetti. Eppure qualcosa di molto valido c'è in tutto quello che questi ultimi trent'anni hanno prodotto. Non tutta la new age è fuffa. Non tutte le chiacchiere sulla legge di attrazione sono sogni ad occhi aperti per consolare qualcuno. In questi ultimi anni, dopo numerosi esperimenti, mi sono convinto che esiste davvero una cosiddetta 'COSCIENZA' che detiene una sua precisa funzione e un potere sulla realtà. Esiste davvero una nostra capacità di 'pilotare' gli eventi della nostra vita e dirigerli verso situazioni infinitamente migliori. Eppure ho deciso che non è questo il fine del percorso che io voglio seguire. Molte delle persone che ho incontrato sono ancora convinte che materializzando quel qualcosa nella loro vita avranno la tanto agognata felicità, o che aprendo il terzo occhio potranno finalmente essere utili al prossimo. Moltissimi di coloro che ho conosciuto credono ancora di poter essere felici attraverso degli ottenimenti 'esterni'. Io credo che questa sia una pia illusione. Anche io avevo questa convinzione e per anni mi sono messo a trafficare con vari tipi di pratiche, alcune delle quali davvero potenti, e alla fine molte delle cose che ho chiesto mi sono arrivate, letteralmente. Ma ciò non mi ha reso più felice, più pieno, più realizzato o appagato. Ho iniziato a sentirmi felice invece, quando ho guardato ciò che c'era, con estrema intensità. Sono stato felice quando ho smesso di controllare la mia vita e di agire nel 'sogno' come uno che poteva controllare il 'sogno'. Ho cercato di iniziare a trascendere il 'sogno' chiamato realtà accettandolo così com'è, e le volte in cui questo ha funzionato ho provato una profonda pace e un profondo senso di appagamento anche quando le cose non erano come le desideravo, anche quando erano davvero difficili. Ho imparato che c'è qualcosa dietro ai fenomeni della realtà, una presenza, una consapevolezza più vasta e più profonda, che è il vero scopo della mia ricerca, e che tutti i corollari del suo funzionare (legge di attrazione, proiezione, azione e reazione ecc...) non sono che utili esercizi allo scopo di andare oltre e raggiungere questa realtà ultima. Ho visto che più mi sposto in quella dimensione più la mia vita tende automaticamente a riequilibrarsi. Questa dimensione io la chiamo l'essere. Altri la chiamano presenza, consapevolezza pura, il Sé, l'atman. Questo è ciò che vale la pena di cercare ora.

1 commento:

  1. Il punto è proprio questo. Nei centri iniziatici dell'antichità al discepolo si insegnavano le tecniche solo quando aveva compreso ciò che hai ben descritto. Oggi spesso il processo si inverte, in maniera talmente massiccia e clamorosa che mi "assale" il dubbio che faccia parte di un disegno di sviamento.....

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